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I canestrelli di Torriglia

Categoria: 
enogastronomia

Golosità popolari dalle origini antichissime, preparati sin dal Medioevo dai produttori di ostie, i canestrelli erano venduti nei mercati o sui sagrati delle chiese e grazie alla loro forma a margherita con un buco al centro, utilizzati come allegri festoni, esposti e infilati in uno spago durante le antiche feste paesane. L’etimologia del nome canestrello é incerta, alcuni lo fanno derivare dalla parola canestro, ossia il cesto di paglia o vimini nel quale i biscotti venivano posti a raffreddare per poi essere offerti in occasione di feste civili o religiose; altri ritengono che il termine sia da mettere in relazione con la forma dello stampo in cui i dolcetti venivano cotti.
Nel Medioevo i canestrelli erano anche un simbolo di abbondanza, come testimoniato dai sette canestrelli a sei punte raffigurati nella moneta del Genovino d’oro coniato a metà XIII secolo dalla Repubblica di Genova.
Una traccia documentale certa del canestrello risale al 1576, quando un mulattiere venne accoltellato e derubato della merce, “un cavagno di damasche e canestrelli”, che trasportava sulla via pubblica della Val Trebbia.
La produzione dei canestrelli è infatti tipica delle zone dell’entroterra e in particolar modo, della Val Trebbia, nel Parco dell’Antola.
I primi tentativi di commercializzazione del canestrello risalgono al 1820 quando la Sig.ra Maria Avanzino iniziò la vendita tra i frequentatori del suo Bar Caffè Aragno di Torriglia sito in via Roma, frequentato dai notabili e dalle autorità del paese.
Oggi il Canestrelletto di Torriglia è un prodotto agroalimentare tradizionale italiano P.A.T. e ogni anno a Maggio, si celebra la Festa del Canestrelletto di Torriglia: lungo la via principale del paese, i turisti e i visitatori sono invitati ad assaggiare gratuitamente i biscotti dei forni storici e alla fine della degustazione, a scegliere i produttori dai quali fare scorta per i giorni seguenti.