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Una giornata tra il verde e il blu del golfo Paradiso

Categoria: 
natura

Si parte dal porticciolo di Camogli di buon mattino, dopo una visita alla Chiesa di Santa Maria dell’Assunta e un giretto nei caruggi: biglietto 12 euro andata e ritorno per San Fruttuoso, bibite fresche, focaccia per il pranzo e siamo pronti!Pochi minuti e si raggiunge Punta Chiappa, all’angolo del Promontorio. Il battello fa una sosta anche qui a Porto Pidocchio, il porto più piccolo del mondo, raggiungibile solamente via mare o attraverso un sentiero ripido che parte dalla Chiesa di San Rocco. Le acque di fronte a Punta Chiappa, da aprile a settembre, ospitano la storica tonnarella di Camogli, oggi presidio Slow Food.
Nel cuore del Parco Naturale Regionale di Portofino, a mezz’ora di battello da Camogli, sorge il piccolo borgo di San Fruttuoso, il cui nome deriva dalla meravigliosa Abbazia del X secolo attorno alla quale si sviluppa.
La leggenda narra che il Vescovo Fruttuoso di Tarragona, morto sul rogo insieme ai diaconi Eulogio e Augurio, apparve in sogno a cinque monaci e indicò loro il luogo in cui voleva fossero sepolti i suoi resti: un luogo dove vi erano un drago feroce, una caverna e una limpida fonte d’acqua.
I monaci, guidati da un angelo, arrivarono sugli scogli di Capodimonte, affrontarono il drago e lo sconfissero.
L’abbazia sorse alla metà del X secolo ad opera di monaci greci e nel secolo seguente passò ai monaci benedettini che ne ampliarono la struttura, aggiungendo il secondo piano. Nel XIII secolo venne aggiunto il corpo edilizio con loggiato verso il mare, grazie alla famiglia genovese dei Doria, che utilizzò una sala dell’abbazia per le proprie sepolture. Il chiostro superiore fu ricostruito nel XVI secolo per volontà di Andrea Doria, mentre nel 1562 fu costruito il torrione di avvistamento quadrato che ancora oggi domina la baia.
L’interno delle sale del complesso monastico ospita un museo dedicato alla storia dell’abbazia: in diverse teche sono esposte le ceramiche da tavola, scoperte in un deposito del monastero e di varie provenienze geografiche, usate dal XIII al XIV secolo dai monaci.Dal 1983 l’abbazia di San Fruttuoso è proprietà del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che si preoccupa di conservare e valorizzare il patrimonio artistico italiano grazie al sostegno di fondi privati.
Sotto i loggiati dove una volta scorreva l’acqua, oggi c’è una piccola spiaggia spesso affollata di turisti: nella baia antistante acque cristalline e fondali interessanti per gli appassionati di scuba diving. In profondità, il Cristo degli Abissi, celebre statua posta nel 1954 sul fondale marino e restaurata negli anni novanta. Cosa aspettate a tuffarvi?